Dopo un mese di guerra

Un bilancio dell'invasione russa iniziata nel febbraio scorso

Un mese dopo, la guerra sembra allungarsi nell’infinto. Dal punto di vista militare, la Russia ha fallito gli obiettivi, su questo concordano tutti gli osservatori. La valutazione alla viglia dell’invasione era in una capacità di resistenza dell’Ucraina attorno alle 72 ore. Invece, l’esercito russo – il secondo al Mondo, ricordiamolo- è impantanato, bloccato dalla tattica di guerriglia degli ucraini, dalle linee di rifornimento troppe lunghe e, probabilmente, dalle proprie carenze logistiche e tecnologiche. Mosca starebbe schierando nelle ultime ore rinforzi in Bielorussia e in Crimea, con l’obiettivo di circondare Kiev e di occupare tutto il Donbass. Insomma, altre risorse da mandare nel tritacarne della guerra.

Guerra destinata ad allungarsi. I morti civili sono migliaia. Milioni, invece, sono i profughi, cioè quelli che hanno lascito il Paese in cerca di salvezza. L’Onu dice che sono 3,7milioni, cioè la decima parte più o meno dell’intera popolazione ucraina. Secondo le agenzie internazionali, la metà dei bambini del Paese è sfollata. In Italia secondo il ministero degli Interni sarebbero in 67mila gli arrivati. Lì, dove si combatte, l’Oms denuncia il pericolo per gli ospedali. Almeno 64 centri sanitari sono già stati attaccati e milioni di persone sono senza cure.

Numeri drammatici, che raccontano la situazione sul campo. Il governo di Kiev ha denunciato la deportazione di almeno 402mila ucraini, di cui 82mila bambini. Vengono portati in Russia ha aggiunto una portavoce – e a chi accetta di lavorare laggiù è vietato lasciare il proprio luogo di residenza per due anni. Mosca, dal canto suo, denuncia la scoperta di almeno 30 laboratori ucraini per lo sviluppo di armi biologiche. Laboratori – dice il Cremlino – voluti dagli Stati Uniti. Un botta e risposta che non risolve la guerra. Il presidente Zelensky, chiede armi e aiuti militari senza limiti. E’ intervenuto ad una sessione di lavoro della Nato. “Avete almeno 20.000 carri armati – ha detto -. L’Ucraina ha chiesto l’uno per cento di tutti i vostri carri armati. Dateceli o vendeteceli. Ma non abbiamo una risposta chiara”. Ufficialmente la Nato ancora non si sbilancia, ma gli Stati Uniti starebbero pensando di inviare a Kiev, in accordo con gli alleati, missili antinave.

Su fronte diplomatico, si continua a sperare nel ruolo che può avere la Cina, prima o poi costretta pensano alcuni analisti ad intervenire per evitare la chiusura di mercati fondamentali, come quello europeo. L’ambasciatore cinese all’Onu, Zhang Jung, ha dichiarato che Pechino “apprezza i principi di base della bozza di risoluzione proposta da Francia, Messico e altri Paesi, ma allo stesso tempo è chiaro che alcuni scopi del testo vanno oltre la questione umanitaria in Ucraina”. Quindi bocciatura, mentre c’è accordo sulla bozza proposta del Sud Africa, concentrata sulla questione umanitaria: lì Mosca non è mai citata.

(Red/Est)

In copertina, truppe di terra russe di guardia a carri armati

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