di Linda Maggiori
Dopo esserci occupati dell’Emilia-Romagna, del Nord-Est e della Lombardia, passiamo ora ad analizzare la lunga catena dei fornitori bellici in Piemonte e Liguria. Anche qui si sta compiendo la transizione di molte aziende dall’automotive all’aerospazio e soprattutto al settore bellico, comparto che non conosce crisi. Questo dossier conclude la nostra serie sui fornitori della guerra in Italia.
Qui gli altri quattro dossier:
Dossier/Le catene della guerra in Italia. I fornitori dell’Emilia Romagna (1)
Dossier/Le catene della guerra in Italia. I fornitori del Nord Est (2)
Dossier/ Le catene della guerra in Italia. I fornitori in Lombardia (3)
Dossier/ Le catene della guerra in Italia. Trasporti e logistica (4)
*In copertina foto di Extinction rebellion Italia, di seguito Foto da La Spezia contro Sea Future a cura della Rete Spezzina Pace e Disarmo.

La cittadella e l’ecosistema della guerra in Piemonte.
In Piemonte il Gruppo Leonardo è presente con tre sedi principali, tra Torino, Caselle (To) e Cameri (No) e una supply chain di circa 400 aziende, per lo più piccole e medie imprese dual use. Un vero e proprio “ecosistema”, come lo chiama Leonardo, che comprende anche istituzioni ed Università, fino agli Istituti tecnici delle scuole superiori. Nello stabilimento di Caselle, Leonardo costruisce una gran parte dei componenti dei nuovi caccia Eurofighter Typhoon, per conto del consorzio che riunisce Italia, Spagna, Regno Unito, Germania. Nel dicembre 2024 l’Italia ha ordinato 24 di questi velivoli per l’Aeronautica militare italiana, in linea con l’aumento delle spese nel settore militare, al costo di 62 milioni di euro l’uno.
Intanto a Torino sta sorgendo la Città dell’Aerospazio, nata da una collaborazione tra Politecnico di Torino, Leonardo, Regione e istituzioni del territorio, tra corso Francia e corso Marche, con un costo di 44 milioni di euro e 1 milione di metri quadrati di estensione. Sarà la sede dell’“ecosistema” industriale militare, supply chain compresa, fucina di nuovi progetti per difesa e spaziali, nodo del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A), progetto della Nato.
Dentro la cittadella, oltre a Leonardo un posto d’onore lo avrà Thales Alenia Space -la joint venture tra la francese Thales (67%) e Leonardo (33%)- che fornisce soluzioni ad alta tecnologia per spazio e difesa. Senza dimenticare Avio, partecipata al 29% da Leonardo, che risulta al quarto posto tra i più grandi esportatori di armi nel 2023. Opera nei settori civili e militari, in particolare progetta e realizza sistemi per la propulsione applicata a sistemi di lancio, di razzi missili e satelliti. L’altra sede operativa è a Colleferro, in Lazio. Avio ha collaborato ai progetti dei missili terra-aria Camm-Er e Aster 30 della MBDA (joint venture “missilistica” italo francese).
Il primo stadio dell’Aster 30 è stato interamente progettato e prodotto negli stabilimenti di Colleferro. Italia e Francia hanno fornito un numero imprecisato di questi missili agli ucraini. Gli Aster sono stati utilizzati anche nel Mar Rosso contro i droni lanciati dai ribelli Houthi. Nella relazione sull’export delle armi, redatta ai sensi della legge 185/90, leggiamo che nel 2023 Avio ha esportato per lo più a paesi Nato, Francia e in parte anche all’Arabia Saudita.
LMA, Mecaer, Microtecnica
Altro importante fornitore della Leonardo è la LMA, una media azienda con sede a Pianezza (TO), fondata nel 1970 e federata ad Aiad. È specializzata nella lavorazione delle leghe di acciaio, titanio e alluminio per parti di piccole, medie e grandi dimensioni (fino a 8mt), su programmi civili, di difesa e spaziali. Nel 2021 e nel 2022 si è aggiudicata il marchio di “Leonardo Sustainability Award”. Nel suo sito si elencano le numerose collaborazioni per progetti militari con Ministeri e apparati governativi di varie nazioni del mondo. In particolare ha collaborato e collabora tuttora per la costruzione dei cacciabombardieri F35 (JSF), degli Eurofighter, degli aerei addestratori M345 e M346, degli aerei militari da carico (capaci di sostenere circa cinque tonnellate per metro quadrato) C27J e varianti.
MAG Mecaer Aviation Group ha una sede a Borgomanero (No), e una filiale a Monteprandone (AP), nelle Marche. E’ uno dei principali fornitori di Leonardo Elicotteri, di Airbus Helicopters, Turkish Aerospace Industries e Bell Textron, costruendo in particolare carrelli di atterraggio. Nel 2023 ha ottenuto 5 autorizzazioni all’esportazione di pezzi per carrelli di atterraggio per gli aerei militari addestratori turchi Hukrus e altri pezzi per gli elicotteri d’assalto coreani per un controvalore di 10 milioni di euro.
Microtecnica Collins Aerospace è una storica azienda torinese fondata nel 1929. Da sempre riconosciuta come eccellenza nella meccanica di precisione, dagli anni ’70 ha concentrato le attività su prodotti per aerospazio. Nel 2012 è stata acquisita dal gruppo Collins Aerospace, grande multinazionale americana e tra i maggiori fornitori mondiali di prodotti per la difesa, controllata a sua volta dal colosso militare industriale Raytheon Technologies. Nel settembre 2022 il Dipartimento dell’Aeronautica militare USA ha firmato con la Collins un contratto del valore di 177 milioni di dollari, per migliorare l’efficienza del sistema di comunicazione di 14 installazioni militari dell’esercito USA, tra cui la base di Sigonella, in Sicilia. Nel 2023 Microtecnica ha esportato pezzi di armamenti per un valore di 9 milioni di euro verso Paesi europei e non, tra cui Turchia, USA, Corea del Sud, Arabia Saudita, Qatar.