Ospedali militari e Covid-19

Una risorsa mal utilizzata e una proposta della Società Italiana di Medicina Ambientale e della Cattedra Unesco del Policlinico Federico II

Riaprire gli ospedali dismessi e quelli militari contro l’emergenza coronavirus. Questo l’appello della SIMA, Società Italiana di Medicina Ambientale, e della Cattedra Unesco del Policlinico Federico II, in una proposta lanciata su The Lancet, la prestigiosa rivista medica britannica. a firma del professor Alessandro Miani, dottor Ernesto Burgio, professor Renato Lauro, dottor Prisco Piscitelli e della professoressa Annamaria Colao.

Annamaria Colao, titolare della Cattedra UNESCO, ha dichiarato: “Queste proposte sono state evidenziate in un documento di sintesi pubblicato da SIMA con la Cattedra UNESCO e possono rappresentare un modello prezioso da adottare non solo in Italia ma anche in altri Paesi a livello europeo e internazionale. È per questo che oggi stesso saranno portate all’attenzione di Fernando Simòn, il medico che coordina la risposta all’epidemia dilagante in queste ore in Spagna”.

In realtà. tale decisione era già stata adottata in Italia, ma non appena messa in atto essa ha  mostrato subito qualche falla. All’ospedale militare di Baggio (Milano) il contagio ha colpito un infermiere e un medico dell’Esercito di stanza in via Saint Bon. Al momento, su 50 posti letto messi a disposizione, 16 sono occupati, da 8 civili e 8 militari positivi al Covid-19. Si tratta di pazienti che non necessitano di cure in terapia intensiva, ma hanno ancora bisogno di trattamenti ospedalieri in attesa di negativizzarsi.

La struttura di Baggio è stata messa a disposizione nei giorni scorsi dall’Esercito insieme al  personale sanitario – circa 40 militari in tutto, anche dislocati in altri ospedali della Lombardia – per assistere i pazienti Covid. La struttura di via Saint Bon era stata adibita inizialmente  a ospedale d’emergenza per la degenza di 50 pazienti (11 stanze da quattro letti ciascuna e due stanze da tre letti). Il primo era stato trasportato in ambulanza da Bergamo lo scorso 6 marzo. Al momento nell’ospedale sono operativi sette ufficiali medici, otto sottufficiali infermieri e quattro graduati di supporto logistico.

Quella di Baggio è una delle tre strutture messe a disposizione dall’Esercito per far fronte all’emergenza. Le altre due sono una struttura dell’aeronautica a Linate – che ha a disposizione una sessantina di posti letto – e una caserma nel Piacentino, dove  c’è disponibilità per altri 50 posti. Quelle di Linate e Piacenza risultano al momento inutilizzate.

#Noirestiamoacasa

(Red)

Un particolare della pagina dedicata al Covid-19 dal portale della Difesa italiano. Sopra, il simbolo della sanità militare.

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