‘Pilastri’ di Pace a Città del Messico

Sono trecento i “punti di innovazione, libertà, arte, educazione e conoscenza” dislocati in tutta la megalopoli. La visita a uno di questi

di Alice Pistolesi

da Città del Messico

Per la Pace, contro l’esclusione e la disuguaglianza. Sono nati con questi obiettivi i ‘Pilares’ di Città del Messico, “punti di innovazione, libertà, arte, educazione e conoscenza” dislocati in tutta la megalopoli. Ad oggi sono trecento i Pilares aperti: punti d’incontro di e per i cittadini in cui si svolgono vari tipi di attività: artistiche, sportive, culturali e dove si realizzano laboratori di informatica, auto imprenditorialità e formazione per il lavoro che sono tenuti molto spesso da persone della comunità che mettono a disposizione ciò che sanno fare per insegnarlo agli altri.

Uno di questi spazi è stato presentato alla delegazione internazionale del terzo Forum delle città e dei territori di Pace, che si è svolto proprio nella capitale del Messico dal 26 al 28 ottobre. I Pilares si trovano in 16 zone della città. “I Pilares – raccontano – vengono aperti nelle aree della città in cui c’è un minore indice di sviluppo, una maggiore densità della popolazione e una forte presenza di giovani che hanno lasciato la scuola. Solo uno di questi spazi si trova in un quartiere abitato dalla classe più agiata della popolazione, perché la scelta è quella di creare spazi vicini ai cittadini con minori mezzi economici e più in difficoltà”.

I Pilares, infatti, sono aperti (gratuitamente) per tutti ma si rivolgono in particolare ai giovani e alle donne in cerca di autonomia lavorativa. Molto spesso questi spazi danno una nuova vita a strutture abbandonate o inutilizzate: spazi che rinascono e saperi che si condividono per una rigenerazione urbana e popolare.

 

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